Durante l’estate dell’anno 2010, intorno ai primi di agosto, un subacqueo che si immerge di frequente nelle acque dell’Area Marina protetta, ha fotografato alcuni piccoli pesciolini dal musetto simpatico. Si trattava di giovanissime cernie brune, ben diverse dagli imponenti esemplari, lunghi oltre il metro, che nuotano pacifici sui fondali.

È probabile che fossero nate almeno un anno prima, visto che la riproduzione di questi pesci avviene nei mesi estivi e, secondo alcune fonti, quando la temperatura dell’acqua della superficie marina al tramonto ha raggiunto i 25°.

Una giovanissima cernia bruna (foto L. Capurro).

Nonostante questi avvistamenti, i biologi marini non hanno notizie certe della riproduzione della cernia bruna nel Mar Ligure, anche se ammettono la possibilità che avvenga, vista proprio la presenza, seppur sporadica, di esemplari poco più che appena nati.

Da adulti questi pesci hanno una livrea maculata, dove predomina il bruno, che può variare in risposta a sensazioni di paura, aggressività o altro. Possono infatti mutare il “colore” in poco più di un secondo, accentuando il contrasto  tra le macchie più chiare e la colorazione di fondo scura.  Si tratta in questo caso di una “capacità mimetica”, che consente all’animale di confondersi con le alghe e gli altri organismi che ricoprono i fondali. Altre volte, probabilmente per manifestare aggressività, le cernie adulte mostrano una livrea quasi completamente bruna, dove scompaiono le macchie chiare, soprattutto quelle dorsali.

Una cernia bruna adulta con livrea maculata (foto P. Tessera).

La capacita di mutare il colore della livrea è ancora più spinta durante i periodi riproduttivi delle cernie. Il maschio, in questo caso, sfoggia colori chiari e, durante l’accoppiamento, estese chiazze a tonalità argentate in prossimità del capo (maschio silver). In questi periodi le femmine tendono a divenire più chiare, soprattutto nella loro parte ventrale.

Maschio di cernia bruna che mostra la livrea riproduttiva “silver” (foto V. Paolillo).

Ma per parlare di maschi e di femmine in questa specie occorre fare prima alcune precisazioni.

Le cernie brune maturano come individui femminili quando hanno raggiunto approssimativamente i cinque anni di età, che corrispondono circa a 45-50 cm di lunghezza.

Normalmente, raggiunti 9-12 anni e la lunghezza di 60-90 cm, questi pesci sono soggetti ad un’inversione sessuale e divengono maschi.

Se maturare come femmine è qualcosa di certo, il divenire maschi non sempre è così scontato, perché in alcuni casi il passaggio da femmina a maschio dipende anche da stimoli socio-comportamentali. In una popolazione dove esistono già molti grossi esemplari (maschi), non sempre le femmine pronte a divenire maschio cambiano sesso, mentre alcuni esemplari possono, in una popolazione di soli esemplari giovani, quindi di sesso femminile, divenire maschi anche prima dei cinque anni di vita. I motivi sono sempre legati alle esigenze o alla sopravvivenza della specie: nel primo caso i maschi sono già presenti e sufficienti e nel secondo caso scarseggiano.

In condizioni ottimali i grossi maschi, capaci di raggiungere lunghezze di 120 cm, nel loro periodo riproduttivo radunano e controllano un “harem”, costituito da alcune femmine, sfoggiando la livrea “silver”  e difendendo un certo tratto di fondale che individuano come territorio riproduttivo.

Segnalazioni di avvistamenti di maschi “silver” sono state documentate anche per l’Area Marina Protetta “Portofino”. Inoltre, da molte immagini fotografiche scattate nella stessa area, si evince la presenza di femmine con livrea chiara.

Se quindi si considera la presenza di piccole cernie e di maschi e femmine con livrea riproduttiva, è facile ipotizzare che nell’area marina protetta avvenga anche la riproduzione della cernia bruna. A conferma di ciò esiste la massiccia presenza di esemplari di diversa taglia, difficile da spiegarsi solo con migrazioni di questi pesci da altre aree o da fondali più profondi.

Femmina di cernia bruna che mostra la livrea tipica del periodo riproduttivo (foto L. Capurro).

È probabile invece che la massiccia e pressoché costante presenza di subacquei nei periodi di riproduzione, spinga questi animali a trovare zone di fondale poco frequentate, dove potersi riprodurre con maggiore tranquillità.

In ogni caso oggi la cernia bruna, nell’Area Marina Protetta “Portofino”, grazie anche al divieto di effettuare pesca subacquea, è divenuta molto frequente e rappresenta senza dubbio una delle maggiori attrattive ambientali per i subacquei di tutta Europa.