PuliAmo il Mare era un’iniziativa realizzata dall’Area Marina Protetta di “Portofino” allo scopo di sensibilizzare i fruitori delle spiagge nei confronti delle problematiche ambientali e della salvaguardia degli ambienti marini.

In particolare, Per i più piccoli (5-9 anni), sono stati creati giochi didattici, riprodotti poi su varie spiagge. Durante l’esperienza ludica, i bimbi sono stati invitati a riflettere sulle problematiche ambientali di una spiaggia, stimolandoli, attraverso quiz, al ragionamento sull’origine e l’impatto dei diversi oggetti che si possono osservare sul litorale.

Il testo che segue è una sorta di “copione” dell’esperienza realizzata con i bambini sulle spiagge. Nelle foto, inoltre, si possono osservare  i materiali utilizzati per coinvolgere i piccoli nel gioco educativo.

Questo gioco può essere realizzato anche su altre spiagge italiane, magari implementandolo o modificandolo.

 

Premessa

I bambini partecipanti vengono cercati sulla spiaggia e radunati dagli operatori e, al momento di iniziare l’attività,  si trovano seduti davanti a loro.

Vengono fatte le presentazioni degli operatori

I barattoli utilizzati durante l'esperienza didattica

I barattoli utilizzati durante l'esperienza didattica

Inizio attività:

– Bambini, voglio chiederVi una cosa: vi è mai capitato di camminare su una spiaggia che normalmente nonviene pulita?

 Risposta si, no ecc…

Se si: – allora avrete certamente notato che camminando sulla sabbia o sui ciottoli si possono trovare tante “cose” diverse, che hanno diversa origine….

Se no: – beh io l’ho fatto e  camminando sulla sabbia e sui ciottoli ho notato che si possono trovare tante “cose” diverse, che hanno diversa origine….

– Insomma sulla spiaggia possiamo trovare cose che sono veri e propri rifiuti, ma anche cose naturali che provengono dal mare o che sono finite in mare dalla terra e altre ancora che, pur essendo prodotte dall’uomo, si sono integrate con i ciottoli delle nostre spiagge e oggi ci sembrano quasi naturali, tra virgolette s’intende!

– Pensate che d’inverno, quando ero piccolino, dopo le mareggiate, sulla spiaggia trovavo proprio di tutto: bottiglie di plastica, bambole, spazzatura di ogni genere, grossi tronchi e legno diverso. Invece, quando d’estate andavo  sulla spiaggia, spesso il mio asciugamano e i miei piedi si sporcavano di catrame, uno scarto del petrolio molto denso e appiccicoso.

– Oggi, per fortuna, grazie alle leggi che tutelano l’ambiente, non capita più di trovare così tanta spazzatura sulle spiagge, e il catrame, prodotto dalle petroliere che pulivano al largo le loro cisterne, è quasi scomparso.

– Bene. Ho raccolto per voi un po’ di cose che ho trovato in questi giorni sulle spiagge. Ora proviamo a fare un gioco.

L’operatore prende un foglio e lo pone a terra

– Nel foglio che ho sistemato per terra sono disegnati quattro settori. In due settori metteremo le cose prodotte dall’uomo e negli altri due settori le cose naturali. Le cose prodotte dall’uomo le divideremo ancora in “cose molto brutte a vedersi e inquinanti” e “cose che non ci danno troppo fastidio”, mentre le cose naturali saranno divise in “terrestri” e “marine”.

Il piano sul quale verranno poggiate le "cose"

-Voi dovrete aiutarmi a catalogare ogni cosa a seconda della sua origine. Se non capite potete farVi aiutare dagli altri operatori.

L’operatore che spiega mostra alcuni barattoli ai bambini, all’interno dei quali sono contenuti: (1) cannucce in plastica,  (2) polistirolo espanso,  (3) foglie secche,  (4) cose in plastica (tappi),  (5) pezzi di mattoni rossi,  (6) legno scortecciato,  (7) alghe,  (8) vetri colorati,  (9) noccioli di frutta, (10) conchiglie, (11) pezzi di piastrelle, (12) mozziconi di sigaretta, (13) aegagropile (palline di foglie di posidonia), (14) carta (caramelle, fazzoletti), (15) stecco del gelato, (16) penne di uccelli, (17) parti di animali marini (scheletro di riccio), (18) apici e rizomi di posidonia, (19) gomma da masticare, (20) ferro (materiali in banda stagnata, tappi), (21) foglie di posidonia, (22) tappi di sughero (23) pomice.

I barattoli che contengono le cose

Alcuni barattoli

Alcuni barattoli

Alcuni barattoli

Alcuni barattoli

Ovviamente i barattoli vengono mostrati uno dopo l’altro, lasciando ai bambini il tempo di ragionare sul loro contenuto.

– Non preoccupatevi se non capite cos’è quello che Vi sto mostrando provate a pensare da dove può provenire…..

le “cose” vengono mostrate e i bambini, che interagiscono indicando le soluzioni e commentando. I piccoli, generalmente, sono comunque molto sensibili e comprendono il danno che fanno certi oggetti lasciati nell’ambiente (rifiuti).

Al termine si parla del contenuto dei vari barattoli, analizzando le caratteristiche di ogni categoria di “cosa” ritrovata sulla spiaggia.

I barattoli "classificati" sul piano di gioco

a)      “cose prodotte dall’uomo molto brutte a vedersi e inquinanti”

– questi sono i rifiuti che non si devono mai lasciare sulla spiaggia, perché oltre che essere brutti a vedersi ci mettono moltissimo tempo a degradarsi, cioè a scomparire dall’ambiente, in particolare le plastiche che hanno bisogno di tempi compresi tra i 100 e i 1000 anni a seconda del tipo.

– vedete poi i mozziconi di sigaretta? Questi se arrivano in mare o vi vengono buttati, perdono la carta e la loro parte fibrosa interna viene scambiata per cibo dai pesci che la mangiano, ma non potendola digerire muoiono. La stessa cosa accade quando si abbandona un sacchetto di plastica in acqua; le tartarughe marine possono scambiarlo per una medusa, mangiarlo e morire.

b)      “cose prodotte dall’uomo che non ci danno troppo fastidio”

– Abbiamo visto che nei barattoli vi sono anche cose che si sono da tempo mescolate ai ciottoli delle spiagge, ad esempio il vetro e i mattoni. Siamo ormai abituati a vedere questi materiali tanto che ci sembra che non stiano neanche male. Nella zona del bagnasciuga, tra l’altro, accelerano la loro degradazione sfregando continuamente con altri ciottoli. Ad esempio il vetro fermo su di un fondale si degraderebbe normalmente in 400-1000 anni, mentre i piccoli frammenti che si trovano in spiaggia si degradano in qualche anno.

– Questo perché sono frammenti. Tuttavia prima di esserlo erano magari bottiglie rotte, lasciate sulla spiaggia da qualche sprovveduto, e per molto tempo possono aver tagliato i piedi di qualche bagnante.

– Se ora i vetrini arrotondati tra i ciottoli ci sembrano piccole pietre preziose che luccicano al sole provate ad immaginare come dovevano essere sgradevoli, brutti a vedersi e pericolosi quando erano ancora cocci di bottiglia!

– Tra l’altro, su alcuni fondali in zone particolarmente turistiche, l’uomo senza pensare a quello che faceva ha buttato per molto tempo bottiglie vuote e queste stratificandosi in gran quantità sul fondo hanno soffocato la vita marina! Dovete sapere inoltre che il vetro è riciclabile all’infinito e quindi è una grande risorsa.

c)      “cose naturali terrestri”

– Tra le cose naturali che abbiamo visto ci sono quelle che provengono dalla terra, soprattutto dagli alberi che in questa zona spesso vivono molto vicino al mare. Come vedete in questo barattolo ci sono aghi di pino d’aleppo una conifera che vive molto vicino al mare e si può riconoscere proprio per gli aghi molto corti. Per contro ci sono anche aghi molto lunghi che appartengono ad un’altra conifera che può trovarsi occasionalmente vicino al mare anche se predilige aree a maggior altitudine: il pino marittimo. Vediamo poi anche foglie di leccio,  una quercia che potete vedere nei nostri boschi, ma anche sugli scogli a picco sul mare. In mezzo a queste foglie ci sono poi quelle del pittosforo che invece provengono dalle ville sparse sulle scogliere dove questa pianta è utilizzata per realizzare siepi. Tutto questo materiale è comunque naturale e si degrada in poco tempo perché  viene attaccato facilmente da diversi organismi.

– A parte le foglie del pittosforo, le altre, che alcuni ritengono fastidiose sulla spiaggia, ci dicono invece che la natura in questa zona è ancora in buono stato perché sia i pini che i lecci sono piante tipiche di questa zona che esistono e vivono qua da migliaia di anni. Dobbiamo essere contenti se ne vediamo ancora le foglie in mare.

d)  “cose naturali marine”

– Sulla spiaggia ci sono invece altre cose che provengono dal mare e per questo è naturale vederle sulle spiagge. Sono conchiglie, frammenti di animali marini come scheletri di ricci e vertebre di pesci, e poi….

– Sì! e poi anche alghe e piante marine

Si fa scoprire ai bambini la differenza tra piante superiori e alghe.

– ora date un occhiata a questi tre barattoli (foglie di posidonia, apici di posidonia, egagropile) secondo voi hanno in comune qualcosa?

I bambini intervengono….

– Bene in questi barattoli ci sono parti della stessa pianta marina: Posidonia oceanica!

– Premetto che questa pianta forma nel nostro mare, ed in particolare nell’Area Marina Protetta di “Portofino”, veri e propri prati sottomarini, dove, in certi periodi dell’anno, sbocciano, anche se da noi accade raramente, fiori. Non dovete pensare a fiori appariscenti, in realtà sono piuttosto piccoli, però danno origine a frutti che galleggiano nell’acqua e poi, dopo qualche tempo, affondano, e il seme, cadendo sulla sabbia, può radicare dando origine ad una nuova pianta.

-Vedete questo tabellone…. (viene mostrato un tabellone) …la pianta è questa; fa il fiore e sviluppa un frutto che galleggia e poi scende sulla sabbia del fondale….

Il tabellone mostrato ai bambini

In questo  barattolo (21) ci sono le foglie della pianta che ho trovato sulla spiaggia. Erano verdi ora sono un po’ appassite

In questo  barattolo (18) ci sono invece dei resti di rizomi e di apici della pianta

E in questo barattolo?….

In questo ci sono delle strane palline. Secondo voi cosa possono essere…

I bambini intervengono….

Prima di continuare ci si procura un filo d’erba

– La Posidonia è proprio come quest’erba, anche se molto più tenace. Vedete come si sfilaccia questa foglia….ora immaginate tante piccole fibre come queste. In mare, quando c’è una mareggiata e il mare ribolle di schiuma, le fibre si toccano, si attorcigliano le une con le altre fino a formare piccole palline che diventano sempre più grandi….fino a….

viene mostrata una aegagropila molto grossa (vedi ultima foto) e i bambini di solito si stupiscono

– vi dico ancora un’ultima cosa. Tutte queste cose naturali, a differenza di quelle prodotte dall’uomo, dovrebbero rimanere sulla spiaggia perché fanno parte dell’ecosistema marino e consentono la vita ad altri organismi. Purtroppo, a volte, sono rimosse durante la stagione balneare, perché dopo un po’ di tempo divengono maleodoranti e antiestetiche.

Una delle fasi al termine dell'esperienza