Labiate

Questa famiglia è composta da un gran numero di specie, tra le quali molte vengono utilizzate come piante aromatiche. Menta, rosmarino, timo, salvia, origano, basilico, maggiorana e santoreggia sono tutte labiate. Queste piante si distinguono bene dalle altre perché mostrano fiori, solitamente riuniti in infiorescenze, a corolla zigomorfa, ossia dai petali irregolari. La simmetria del fiore è quindi bilaterale. La famiglia prende il nome proprio dal fiore, che mostra sovente la corolla unita alla base a formare un tubo ed un grosso petalo basale, piegato verso il basso e a forma di labbro. Spesso nella parte alta del fiore si trova un petalo a forma di cupola, quasi a protezione degli organi fiorali.

 

Lauracee

Queste piante sono molto diffuse nei paesi caldi, con essenze come canfora e cannella e con piante da frutto come l’avocado. In Italia la famiglia è rappresentata  dal solo alloro, tipica pianta aromatica diffusa lungo i corsi d’acqua o in aree umide e ombrose.  I fiori di queste piante formano ombrelle ed hanno 4 petali uguali. Sono  separati in maschili, con 8-12 stami, e femminili, con un solo ovulo e stami sterili.

 

Leguminose, Papilionacee o Fabacee

Come nel caso delle labiate, le leguminose hanno fiori quasi inconfondibili. Il nome papilionacee è ispirato alle farfalle, perché molte di queste piante producono fiori vistosi e con ampi petali.  La corolla è tipicamente irregolare (zigomorfa) e mostra simmetria bilaterale (disposizione dei petali  speculare solo rispetto ad un unico piano immaginario che divide in due il fiore). I fiori sono costituiti da un grande petalo  posteriore, chiamato vessillo, da due petali parzialmente fusi e sporgenti a formare una struttura chiamata carena, e da due petali laterali, chiamati ali, che spesso sembrano coprire la carena. Per distinguere queste piante esiste anche un altro particolare, ossia l’aspetto del frutto. Producono infatti perlopiù baccelli, simili a quelli dei fagioli, particolare che consente di distinguere queste piante anche a fioritura avvenuta.

 

Lentibulariacee

Famiglia che raggruppa piante carnivore riconoscibili per il fiore nettamente irregolare (zigomorfo), simile ad una piccola violetta (genere Pinguicula) o con un ampio “labello” (genere Utricularia). Le piante appartenenti al primo genere citato si ritrovano in zone umide o in prossimità di stillicidi di acqua, quelle appartenenti al secondo genere sono tipicamente acquatiche e producono  vesciche per galleggiare negli stagni. Le piante del genere Pinguicula producono piccole rosette di foglie carnose e “unte” riconoscibili per il colore verde chiaro che spicca rispetto alla vegetazione circostante.

 

Liliacee

In questa famiglia si trovano piante dall’aspetto diverso, molte di esse provviste di un bulbo sotterraneo come i gigli, gli agli, i colchici, i muscari e le scille. Il fiore in queste piante è composto da tre petali e tre sepali simili tra loro che formano una corolla regolare (attinomorfa) di sei “petali” . Si distinguono dalle simili amarillidacee perché mostrano un ovario supero, ossia posto al di sopra dei petali. Nei muscari la corolla è saldata alla base.

 

Linacee

Rispetto alla pianta, dai lunghi fusti esili e dalle piccole foglie strette, i fiori delle linacee sono piuttosto appariscenti. Hanno cinque petali molto sottili, che si staccano con facilità dal fiore. In generale l’aspetto delle linacee è quindi gracile, valorizzato proprio dalla presenza dei fiori, azzurri, rosa, bianchi o gialli.

 

Malvacee

Le malvacee si mostrano con piante erbacee o parzialmente legnose e foglie ampie, spesso pelosette. I fiori sono grandi e isolati, hanno 5 petali sottili e generalmente spatolati. In alcune specie i petali sono più scuri alla base. Particolare il calice, sempre piuttosto grosso, con sepali saldati e qualche volta reso ancora più vistoso dalla presenza di un ulteriore calicetto. Gli stami sono saldati al centro del fiore a formare una struttura colonnare che avvolge lo stilo.

 

Moracee

Diffusa nei paesi caldi grazie a numerose specie di Ficus, in Italia questa famiglia è rappresentata dal solo fico selvatico, probabilmente spontaneo solo nelle fasce temperate della penisola. Gelsi e maclura, che appartengono alla stessa famiglia, sono stati importati i primi dall’Asia e la seconda dal Nordamerica. I gelsi producono infiorescenze di fiori maschili e femminili separate tra loro. Invece nel fico da frutta (domestico), i fiori sono rinchiusi in una struttura carnosa e vengono fecondati da un piccolo imenottero che vi penetra all’interno, portando con se il polline prelevato da un fico selvatico (caprifico). Il complesso ciclo vitale dell’imenottero lo porta a deporre le uova nel fico selvatico, stimolando i tessuti vegetali a produrre galle, nelle quali si svilupperanno le larve che origineranno nuovi adulti. Gli adulti si fecondano tra loro all’interno del frutto del fico selvatico, e le femmine, che escono dai frutti a differenza dei maschi, si sporcheranno di polline, trasportandolo sul corpo. Il loro istinto le spinge a deporre nuovamente le uova in altri frutti di fico selvatico, ma alcune penetreranno nei frutti di fico domestico fecondandone i fiori. Questa attività può sembrare frutto di errori da parte della vespa, ma in realtà i fichi domestici fecondati producono semi che potranno originare fichi domestici e selvatici, in modo da garantire anche alle nuove larve di vespa la presenza della loro fonte di cibo; i fichi selvatici appunto.

 

Nictaginacee

Famiglia di piante esotiche della quale fa parte anche la comune bouganvillea. Alcune, grazie alle loro capacità tendono a spontaneizzarsi. La Boerhaavia repens si è diffusa in Sicilia, ma nella sua espansione sembra essersi limitata a quella regione. Molto comune in molte regioni italiane è invece la “bella di notte”, nella foto, che, pur non resistendo agli inverni rigidi, si riproduce per seme in tarda primavera. La sua diffusione, più che ad una vera espansione della specie, è dovuta all’uomo che la coltiva da tempo come pianta ornamentale. Le foglie di queste piante sono di solito opposte. I fiori non hanno petali e sepali, ma mostrano una o più “corolle” con elementi saldati tra loro che formano un tubo terminale, avvolte spesso da brattee anche molto evidenti (bouganvillea).

 

Oleacee

Essenze arboree o arbustive che amano i climi temperato caldi, tanto che piante come l’orniello (Fraxinus ornus) si ritrovano nei boschi costieri e piante come le filliree (Phyllirea latifolia e Phyllirea angustifolia) si osservano nella macchia mediterranea. A parte il frassino, che porta fiori unisessuali, le altre specie mostrano fiori ermafroditi, solitari o più spesso in grappoli, ognuno con quattro petali e quattro sepali più o meno uniti alla base. Anche i frutti sono molto diversi e sono samare nei frassini, drupe nell’olivo e nelle filliree e bacche nei ligustri.

 

Onagracee

Piante che possono formare cespi erbacei o arbustivi e che sono caratterizzate da intense e vivaci fioriture (rosa o gialle), con corolle appariscenti e diffuse su lunghi steli. Alcune specie hanno comunque fiori piccoli e ben poco appariscenti e possono passare inosservate. Le corolle mostrano solitamente quattro sepali e quattro petali e otto stami che, in alcune specie, sono portati da filamenti lunghi e penzolanti.