Il fiore è il carattere principale che consente di suddividere le specie di vegetali superiori. In alcuni casi, però, nella stessa famiglia troviamo fiori che ad una prima osservazione appare difficile considerare simili. E’ il caso, ad esempio, delle scrofulariacee.

Di seguito abbiamo provato a schematizzare le famiglie dei vegetali, presenti in molte regioni italiane, che possiamo incontrare durante gite ed escursioni, allo scopo di aiutare nell’identificazione delle specie osservate. Abbiamo inserito anche un semplice disegno utile per distinguere le diverse parti di un fiore.

 

schema generale di un fiore

Acantacee

Questa famiglia raggruppa solo due specie, diffuse in alcune regioni italiane. In Liguria, in aree costiere, è presente l’acanto molle, probabilmente introdotto e inselvatichito.

 

Aceracee

Questa famiglia raggruppa specie arboree o arbustive, caratterizzate dal possedere foglie palmato lobate anche piuttosto grandi. I fiori sono riuniti in infiorescenze ed i frutti sono caratteristici e  chiamati samare o disamare nel caso siano doppi come quelli nella fotografia a destra.

 

Amarantacee

In questa famiglia si possono osservare infiorescenze apicali caratteristiche e foglie dalla forma deltoide. Nella foto a destra è raffigurata una specie introdotta dal Nord America.

 

 Amarillidacee o Iridacee

Piante che possono somigliare alle liliacee (gigli, colchici, ecc…), ma che mostrano ovario infero. L’ovario è ovviamente la struttura nella quale si sviluppano i semi e che talvolta si ingrossa, dopo la fioritura, a formare il frutto. Quando l’ovario è infero, si trova al di sotto delle altre parti del fiore (petali, sepali, ecc…). Un esempio di ovario infero è quello che mostrano le zucchine, dove l’ovario che dà origine al frutto si trova al di sotto dei petali. Le foglie nelle diverse specie possono essere appiattite (iris, gladioli) o allungate a ciuffo (narcisi, crochi, bucaneve).

 

 Anacardiacee

La famiglia del pistacchio e del pomo di acajou, pianta tropicale che produce sia frutti prelibati che i famosi anacardi, è rappresentata nelle nostre regioni da due specie spontanee molto comuni nella macchia mediterranea: il lentisco ed il terebinto. Queste piante hanno foglie composte e fiori piccoli e riuniti in infiorescenze.

 

Apocinacee

I fiori prodotti dalle specie raggruppate in questa famiglia hanno quasi sempre petali che sembrano ruotati di qualche grado. E’ questa una delle caratteristiche che ci consente di distinguere bene queste piante. Il vincetossico (foto a destra), che era classificato con altre piante nella famiglia Asclepiadacee, è attualmente considerato come appartenente a questa famiglia.

 

Aquifoliacee

Questa famiglia è rappresentata in Italia dal solo agrifoglio. Questa pianta ha la forma di un arbusto o di un piccolo albero dalle foglie coriacee, lucide e solitamente con bordi irregolari e spinosi. Talvolta le foglie in alcuni rami possono apparire prive del bordo a punte acuminate.

 

 Aracee

Le aracee hanno un “fiore” particolare e inconfondibile, costituito dallo spadice e da una brattea chiamata spata. In realtà lo spadice, una sorta di cilindro allungato e assottigliato all’estremità, è un’infiorescenza e porta molti fiori distinti per sesso (generalmente più in alto quelli maschili). Anche le foglie delle aracee possono aiutare a distinguerle, perché sono generalmente carnosette, ampie e a forma di freccia.

 

 

 Araliacee

Nella nostra flora spontanea, le araliacee sono rappresentate dalla sola edera comune, riconoscibile per le infiorescenze e per la successiva fruttificazione. L’edera mostra foglie lucide, di forma diversa, ed ha un portamento strisciante, sin quando non riesce a salire su supporti come muri e tronchi. Spesso, con i suoi fusti,  invade la chioma di grandi alberi, appesantendoli e rendendosi responsabile della loro caduta.

 

Aristolochiacee

Quando sono in fiore, le piante appartenenti a questa famiglia sono facili da distinguere perché mostrano fiori dalla caratteristica forma a tubo che terminano con un’espandione simile ad un piccolo coperchio. Si tratta perlopiù di piccole piante che si avviluppano a supporti o ad altre piante, nei prati e in aree ombrose.

 

Balsaminacee

Piante dal fiore particolare, che presenta una sorta di sperone posteriore incurvato o diritto. Solo due specie sono originarie della flora italiana e sono piuttosto rare e montane. Producono un frutto che a maturità si lacera se sfiorato e lancia i semi a distanza.

 

Betulacee

Oltre alle betulle, fanno parte di questa famiglia, gli ontani, i carpini  e i noccioli. In realtà i carpini e i  noccioli erano inseriti in una famiglia propria (Corilacee), ma secondo recenti indagini tale classificazione è stata rivista inserendo le Corilacee nella sottofamiglia Coryloideae all’interno della famiglia Betulaceae. Queste piante si presentano sotto forma di alberi o, più spesso, di grossi arbusti, che prediligono le aree ombrose e umide. Producono infiorescenze maschili pendule, mentre i fiori femminili possono essere riuniti in infiorescenze o in gruppi di 2-3 esemplari (nocciolo). Nelle foto in basso i frutti di ontano, carpino e nocciolo.

 

Borraginacee

Famiglia ricca di generi e specie. Quasi tutte le specie mostrano foglie allungate o ovali pelosette o con peli ispidi e pungenti. I fiori sono quasi sempre appariscenti e mostrano prevalentemente colore blu o giallo. Sono caratterizzate da infiorescenze che portano i fiori su di un solo lato e che sembrano srotolarsi, somigliando per forma vagamente alla coda di uno scorpione, chiamate cime scorpioidi.

 

Buxacee

Famiglia composta da un centinaio di specie in tutto il mondo che mostrano aspetto cespuglioso o di piccolo arbusto. In Italia sono presenti due sole specie, delle quali una è segnalata come molto rara solo in Sardegna. La specie più comune è Buxus sempervirens, utilizzata come siepe anche nei giardini all’italiana. Mostra piccole foglie, che rimangono spesso bombate, e infiorescenze che si formano all’ascella delle foglie formate da un fiore centrale femminile e da parecchi fiori maschili, entrambi giallastri.

 

Cactacee

Piante dall’aspetto inconfondibile, che mostrano steli succulenti (piante grasse). In Italia si trovano i cosiddetti “fichi d’India” originari del continente americano e ormai inselvatichiti in alcune zone calde e aride.

 

 Campanulacee

Come si intuisce dal nome della famiglia, queste piante si distinguono dalle altre perché mostrano fiori a campanella. Alcune specie di campanulacee, però, hanno fiori piccoli e particolari, riuniti in infiorescenze a capolino o allungate. I fiori sono solitamente azzurri o violacei, grandi e appariscenti come quelli della Campanula medium, o anche molto piccoli come quelli della Campanula erinus.

 

 Capparidacee

Questa è la famiglia alla quale appartiene il cappero, pianta che si sviluppa solitamente su rupi o muri calcarei e che forma piccoli cespugli dai rami allungati e ricadenti verso il basso. Il cappero mostra foglie arrotondate e fiori appariscenti, dai petali bianchi e dagli stami rossastri.

 

Caprifoliacee

In questa famiglia si possono osservare piante che producono fiori piuttosto diversi. Tra le specie appartenenti alla nostra flora, viburni e sambuchi possiedono infiorescenze ombrelliformi o, talvolta, a pannocchia. I caprifogli (genere Lonicera) mostrano invece fiori vistosi e raggruppati, dalla caratteristica e inconfondibile corolla tubulare.

 

Cariofillacee

I fiori delle cariofillacee possiedono calici piuttosto lunghi e sviluppati. In alcuni casi i sepali sono lunghi più o meno quanto i petali (alcune piante appartenenti ai generi Cerastium, Moehringia, Stellaria e Arenaria). I petali possono essere ovali, ma anche a forma di spatola, più larghi verso l’esterno, spesso lobati o sfrangiati. I nodi lungo i fusti sono solitamente ben sviluppati (vedi garofano) e le foglie si sviluppano proprio a livello di essi e sono opposte ed intere.

 

Chenopodiacee

Anche le bietole e gli spinaci sono piante che appartengono a questa famiglia. Le chenopodiacee producono fiori verdastri e poco appariscenti, riuniti su lunghi steli, spesso molto numerosi, che si trovano all’apice delle piante. Le foglie in alcune specie mostrano forme anche molto diverse a seconda della posizione sulla pianta.

 

Ciperacee

Le piante di questa famiglia hanno il tipico aspetto erbaceo, nel senso che sembrano erba verde. In generale le foglie allungate sono però maggiormente coriacee ed indurite rispetto a quelle di molte graminacee. Talvolta hanno aspetto simile ai giunchi (fam. Juncacee), tanto che Schoenus nigricans, nella foto, è chiamato volgarmente giunco nero.

 

Cistacee

In questa famiglia sono raggruppate specie dall’aspetto cespuglioso o suffruticoso. I cisti formano infatti piccoli cespugli, mentre gli eliantemi e le fumana, che si sviluppano sopra le rocce assolate, hanno l’aspetto di piccole piantine, dai rametti più o meno ricadenti o striscianti e dalla base legnosa. I fiori sono sempre molto appariscenti e sono formati da ampi petali sottili e da abbondanti stami. Ad essi fanno seguito frutti più o meno tondeggianti e ben visibili sulle piante dopo la fioritura.

 

Commelinacee

Le specie appartenenti a questa famiglia che si possono trovare sul territorio non fanno parte della nostra flora, ma sono state importate accidentalmente o sono sfuggite alla coltivazione. Sono piante erbacee, talvolta infestanti in zone umide, dai fiori strani e ben visibili, avvolti alla base da due vistose brattee verdi (immagine a destra).

 

Composite o Asteracee

Questa famiglia raggruppa una gran quantità di specie di piante, che producono generalmente infiorescenze a capolino composte da fiori piccoli. In esse, generalmente, i fiori centrali sono tubulosi, mentre quelli periferici possono essere provvisti di ligula, ossia di un unico grosso petalo asimmetrico. E’ la famiglia delle margherite, dei cardi e di molte altre piante, diffuse pressoché ovunque. Generalmente le composite si distinguono immediatamente dalle altre piante proprio per i fiori inconfondibili, anche se vi sono specie, come alcune appartenenti alla famiglia delle Dipsacacee, che possono essere a prima vista scambiate per Composite.

 

Convolvulacee

Quasi tutte le piante appartenenti a questa famiglia hanno un portamento volubile e rampicante e si aggrappano sia a piccole erbe che ad arbusti, divenendo spesso infestanti. La cuscuta, oltre ad avere le caratteristiche citate, è anche una pianta parassita che si attacca tramite austori a diverse piante ospiti.

 

Corilacee (vedi Betulacee)

 

Crassulacee

Queste piante mostrano foglie carnosette e succulente (contengono sostante che le rendono rigonfie). Quasi tutte le specie possiedono fiori (bianchi o gialli) relativamente piccoli e dai petali appuntiti all’estremità, fa eccezione l’ombelico di Venere.

 

Crucifere

Appartengono a questa famiglia molte piante orticole, come i cavoli e la rucola. In natura le crucifere sono piuttosto diffuse e molte specie mostrano piante piuttosto grandi. La caratteristica evidente che consente di distinguere queste piante, quando sono in fioritura, è la forma del fiore, a quattro petali, disposti a forma di croce o di X.

 

Cupressacee

La famiglia del cipresso comune e del ginepro è caratterizzata da piante con foglie generalmente a forma di squama o ad ago nei ginepri. Particolari le squame che portano gli ovuli, che si saldano a formare strutture dure, legnose o carnose, chiamate galbule, a forma di pallina, di aspetto diverso nelle diverse specie.

 

Dioscoreacee

In Italia questa famiglia è rappresentata dal solo tamaro (Tamus communis), una pianta dai fusti flessuosi che si arrampicano a bassi arbusti o sostegni. I fiori del tamaro sono giallini e particolari, nonché unisessuali.  I femminili si distinguono anche per l’ovario alla base che li rende più “ciccioni” dei maschili riprodotti nella foto.

 

Dipsacacee

I fiori di queste piante somigliano a quelli di alcune composite. Mostrano infiorescenze a capolino con fiori a corolla tubulare che termina con 4 o 5 lobi, irregolari in molte specie. Mostrano generalmente foglie complesse e fortemente incise, o anche, in alcune specie, semplicemente intere.

 

Droseracee

Famiglia di piccole piante carnivore, che producono rosette di foglie caratteristiche e ricche di peli ghiandolari  rossicci, portanti una goccia di  liquido appiccicoso nel quale rimangono invischiati minuscoli insetti. I fiori di queste piante hanno cinque petali e sono piccoli e biancastri, sono in riuniti in file, uno sopra all’altro, e portati all’apice di fusti fiorali.

 

Ericacee

I fiori delle ericacee hanno solitamente una forma a campanella, con i lobi esterni talvolta ripiegati a formare graziose corolle. Le corolle possono essere piuttosto piccole, come nelle eriche, o anche piuttosto vistose, come quelle del corbezzolo. Il colore è generalmente bianco, rosato o rossastro.

 

Euforbiacee

Queste strane piante contengono un lattice bianco e velenoso nei tessuti, che fuoriesce dopo rottura, ad esempio,  di un fusto o di una foglia. Sono uniche anche per il tipo di fiore, chiamato ciazio. Questo è composto da un fiore femminile situato al centro della struttura e da cinque o più fiori maschili, che circondano il fiore centrale, formati solo da stami. I ciazi, inoltre, possono essere riuniti in infiorescenze di forma diversa, perlopiù cime o ombrelle.

 

Fagacee

Questa famiglia raggruppa prevalentemente piante dal portamento arboreo, caducifoglie, come querce, castagni e faggi. Le fagacee producono infiorescenze di fiori maschili (amenti), più o meno erette e ovoidali,  come nel faggio, cilindriche e molto allungate, come nel castagno, o pendule, come nel leccio. I fiori femminili sono in minor numero rispetto ai maschili, separati da questi ultimi e in gruppi di qualche elemento. Queste piante formano generalmente boschi puri o misti.

 

Genzianacee

Sono solitamente piante erbacee, caratterizzate di norma dal possedere foglie opposte, ossia disposte a coppie  appaiate sul fusto in modo speculare. I fiori sono solitamente vistosi e possono mostrare colori vivaci come il blu e il rosa e in alcuni casi anche il giallo e il rosso. Mostrano 4, 5 o più petali fusi insieme alla base a formare una corolla solitamente imbutiforme.

 

Geraniacee

Le piante appartenenti a questa famiglia sono generalmente  erbacee e mostrano fusti solitamente piuttosto pelosi ed intervallati da evidenti nodi. Le foglie che si sviluppano in corrispondenza dei nodi hanno forma variabile da specie a specie, ma non sono mai intere e, al contrario, sono spesso profondamente lobate. I fiori di queste piante hanno simmetria raggiata e petali di forma regolare. Nei pelargoni (i gerani coltivati di origine africana) i fiori mostrano una leggera simmetria bilaterale, ossia una disposizione dei petali  speculare solo rispetto ad un unico piano immaginario che divide in due il fiore. Le nostre geraniacee mostrano fiori solo a simmetria raggiata e con 5 petali. I fiori sono rosa, di diverse tonalità, solitamente solitari o, in alcune specie, riuniti a formare piccole infiorescenze.

 

Graminacee o Poacee

Questa famiglia raggruppa un’enormità di specie di piante, che costituiscono la gran parte delle essenze foraggere selvatiche. Il fiore delle graminacee porta la parte femminile sull’asse centrale con l’ovario. Sotto quest’ultimo si inseriscono gli stami (parte maschile costituita da un sottile filamento + antera pendula). In alcune specie i fiori possono essere unisessuali per mancanza di una o dell’altra parte sessuale. Le parti sessuali sono avvolte da due brattee, una inferiore e l’altra superiore (lemma e palea). Dal lemma può sporgere un aculeo o più spesso un’appendice filiforme chiamata arista. Le graminacee mostrano sempre infiorescenze (spighette) con molti fiori raggruppati. Purtroppo i fiori sono poco vistosi e ben poco colorati anche se facilmente distinguibili da quelli di altre specie. Si possono confondere, però, con quelli di alcune Ciperacee o di alcune Juncacee.

 

Ippocastanacee

Questa famiglia è rappresentata dall’ippocastano o castagno d’India, una pianta arborea caducifoglia  originaria della Penisola Balcanica (Albania-Grecia), ormai ben acclimatata anche da noi in parchi e giardini. Nonostante la vicina area d’origine, l’ippocastano non si diffonde autonomamente e non crea problemi agli ambienti naturali. Ha grosse foglie composte e caratteristiche, e grosse infiorescenze a piramide, con fiori appariscenti e irregolari, con petali bianchi, macchiati da sfumature rosate e giallastre, e stami molto lunghi.

Juncaceae

Questa famiglia raggruppa i giunchi (genere Juncus), piante che hanno caratteristici fusti cilindrici e foglie ridotte, e le “erbe lucciola” (genere Luzula) che hanno cespi di foglie molto simili a quelle delle erbe della famiglia delle Graminacee. Mostrano piccoli fiori ermafroditi, solitamente raggruppati in cime all’apice di fusti fioriferi. Nei singoli fiori l’ovario e gli stami sono avvolti  da sei tepali poco vistosi e membranosi, spesso di consistenza cartacea e traslucidi.